[Recensione] Assassin’s Creed

Assassin’s Creed Assassin’s Creed. Questo titolo ricorderà qualcosa a chiunque...

Assassin’s Creed

Assassin’s Creed. Questo titolo ricorderà qualcosa a chiunque abbia un minimo di conoscenza videoludica. Dopo il rilascio, nel 2006, di uno spettacolare teaser trailer, destinato a diventare il filmato d’apertura del gioco finale, la curiosità nei confronti del titolo in questione era già notevole.
Lo sviluppo resta però oscuro per diverso tempo, fino alla famosa conferenza annuale di Los Angeles, l’Electronic Entertainment Expo, più conosciuto come E3.
Assassin’s Creed fu senza ombra di dubbio uno dei titoli più interessanti presentati durante la conferenza. Creato dal team di sviluppo a capo della serie Prince of Persia, la Ubisoft Montreal, ci mette nei panni di un assassino delle zone mediorientali. Nel periodo in cui è inserito il gioco, l’anno del Signore 1197, le terre mediorientali soffrono la guerra di due schieramenti che si contendono nel modo più cruento possibile, il controllo della Terra Santa: i crociati e i musulmani. Il nostro compito sarà quello di uccidere nel modo più rapido e silenzioso gli elementi chiave delle due fazioni in lotta.
Quello che colpì maggiormente al tempo fu la grafica, di un livello mai visto prima in un videogioco, assieme ad un ottimo level design delle diverse città da visitare nel corso dell’avventura. Altra caratteristica rivoluzionaria, almeno per quei tempi, fu la straordinaria interazione con lo scenario. Il nostro assassino può scalare ogni parete della città, se quest’ultima è dotata di appigli. Con questa abilità, è possibile avere una visuale d’insieme del luogo visitato e, mediante dei poteri speciali, è possibile individuare la propria vittima anche in mezzo ad una folla di centinaia di persone.

Queste furono le premesse per un gioco che fin da subito generò un ondata di eccitazione tra i giocatori. Ambientazione originale, gameplay interessante, personaggio carismatico e grafica eccezionale.
Andiamo avanti di un anno e mezzo. Le console di nuova generazione si stanno affermando sempre più, la Playstation 3 fa il suo debutto in Italia, e Assassin’s Creed è pronto a essere rilasciato nei negozi, unicamente per le nuove console. Inseriamo il disco e vediamo se le promesse sono state mantenute.

Fin da subito si fa notare una trama piuttosto intrigante, inizio del gioco è quanto più distante possibile da quello che tutti avrebbero pensato.
Protagonista principale di Assassin’s Creed non è l’assassino incappucciato visto finora. Impersoneremo Desmond Miles, un normalissimo ragazzo, prelevato dalla società per una sua caratteristica nascosta. E’ il discendente di un eccezionale assassino su commissione, del Medio Oriente medievale.
L’impatto iniziale con la trama non è per niente scontato, e già dall’inizio del gioco cominceremo a porci diversi interrogativi, molti dei quali non vengono spiegati in maniera esplicita.
In questa società visibilmente futuristica il nostro Desmond sarà prelevato da alcuni ricercatori. Ci limiteremo a dire che Desmond sarà costretto a dover entrare in un Animus, un dispositivo dispositivo capace di far rivivere momenti della vita dei propri discendenti, cosa che pare interessare i “rapitori”.

Usare l’Animus, per il giocatore, sarà come una sorta di viaggio nel tempo. Il nostro punto di vista si sposterà su Altair, antenato di Desmond Miles e di Ezio Auditore (Assassin’s Creed 2). Egli è giovane tagliagole dal nome arabo che significa Aquila Volante e Figlio di nessuno.
Inizialmente, il nostro compito sarà quello di porre fine alla vita del Gran Maestro dei Templari, Roberto di Sable. L’incarico, affidatogli dalla Setta degli Assassini, fallisce miseramente, ed Altair viene degradato. Da qui in poi saremo chiamati a svolgere missioni di assassinio mirate ad importanti personaggi storici, che secondo il capo della setta, puntano a conquistare la Terra Santa attraverso una serie di complotti. Saremo capaci quindi di girare in assoluta libertà, a piedi o a cavallo, per tre città ampie ed articolate, sia dal punto di vista del design, sia da quello grafico, che garantisce tonalità differenti in base al luogo visitato.

Gli spostamenti sono agili, potremo muoverci nel modo che più ci aggrada praticamente ovunque, sia tra i numerosi vicoli, sia tra i tetti delle abitazioni. Il sistema di controllo, per chi ha visto il gioco in azione senza provarlo di persona, potrebbe sembrare macchinoso, ma in realtà è notevolmente semplificato, rendendo ogni spostamento fluido e immediato. La mappatura dei comandi rispetta un ordine preciso. Ognuno dei tasti principali, infatti, è associato ad una parte del corpo di Altair. Se quindi con il tasto X gestiremo salti, corse ed acrobazie, con Cerchio potremo spostare le persone che intralciano il nostro passaggio o agguantare i nemici vicini, mentre con Quadrato attaccheremo con l’arma equipaggiata o eseguiremo silenziosi assassinii alle spalle con il letale pugnale estraibile, nascosto sul polso del protagonista. Le tipologie di azioni si dividono in quelle di basso profilo, come camminare lentamente, spostare delicatamente le persone o mimetizzarsi nella folla, e quelle di alto profilo, come effettuare veloci scatti, agguantare persone o scansarle via brutalmente per farsi strada, utile quando si è inseguiti da parecchi nemici. E’ quindi necessario capire il momento adatto per mantenersi nell’ombra, e quando invece è necessario farsi notare maggiormente, finendo però spesso con l’attirare l’attenzione delle guardie, che si frapporranno tra voi e la via di fuga. Nel caso non si voglia scappare, è comunque possibile affrontare in maniera dignitosa i propri avversari. Sebbene un duello con un’unica guardia sia di una facilità spiazzante, le difficoltà iniziano ad aumentare quando il numero di guardie allertate sarà maggiore. C’è da dire che, data la natura 1vs1 dei combattimenti, per il giocatore più abile sarà quasi una passeggiata farsi strada “alla Rambo”, dato che è possibile stendere i nemici anche solo con un contrattacco di spada. Un sistema di combattimento che doveva puntare tutto sulla difficoltà si riduce quindi al concetto “se mi vedono, attacco” (siamo davanti ad un gioco di natura stealth, ricordiamo).
C’è da dire, peraltro, che le guardie sono abili quasi quanto noi con i movimenti, quindi non avremo scampo nemmeno tra i tetti delle abitazioni, dove verremo seguiti, seppur più lentamente. Le possibilità di evitare i combattimenti non sono poi così tante come ci si aspettava. Potremo scappare, si, ma ciò richiederà diverso tempo, data la mole di avversari presenti in tutta la città. E’ possibile mimetizzarsi tra la folla, cosa che non spesso ha successo, salvo quando è presente un apposito gruppo di fedeli incappucciati, che ci permetteranno, seguendoli, di risultare praticamente invisibili. E’ anche possibile infilarsi in un pagliaio oppure sedersi su una panchina, mescolato alla gente comune, ma le possibilità si fermano qui. Spesso quindi si preferirà la facilità dei combattimenti alla frustrazione della fuga. Riguardo le missioni principali, c’è da muovere la critica forse più pesante.
Per ogni missione di assassinio, sarà necessario completare un determinato numero di missioni secondarie, per avere maggiori informazioni sulla vittima. Il che sarebbe un bene, se le missioni fossero un po’ più variegate. Per l’intera avventura ci limiteremo a 4 o 5 tipi di missioni, fatte di assassinii, borseggi, estorsioni e poco altro. Una ripetitività costante che viene ulteriormente appesantita dal sistema dei “punti panoramici”. In sostanza, per poter scoprire le missioni secondarie, sarà necessario ogni volta che si entra in una nuova città, scalare un buon numero di punti panoramici. E’ un’ idea interessante, ma usata troppo spesso, risultando alla lunga frustrante. Conquistati i punti panoramici si passa alle missioni secondarie, finite quelle si sblocca la missione primaria, si torna alla propria setta, si ottiene una nuova arma e si ricomincia con una missione. E il discorso si ripete.
Chi come molti apprezza l’esplorazione e si lascia subito prendere dallo stile quantomeno affascinante di tutto l’incedere, apprezzerà Assassin’s Creed. Tuttavia la ripetitività di combattimenti e missioni a molti non risulterà facile da buttar giù. La longevità non è elevatissima: è pur vero che sono presenti numerosi extra nei vasti scenari di gioco, ma difficilmente si sentirà spinti a raccoglierli tutti, se non per soddisfazione personale. Tra l’altro, la versione PS3 del gioco attualmente ancora non è dotata di Trofei, rendendo così la raccolta di extra, una semplice perdita di tempo. A conclusione, una volta finito il gioco, difficilmente ci si sentirà spinti a cominciare una seconda partita.
Tecnicamente, invece, il titolo Ubisoft è a dir poco superlativo. Il motore grafico Scimitar è dotato di una profondità di visuale elevatissima e molto nitida. L’impatto visivo, in linea generale, risulta molto buono. Da notare sono soprattutto le animazioni di Altair, molto ben curate, e il sistema di illuminazione diversificato di città in città, in grado di rendere differenti le diverse locazioni anche solo a colpo d’occhio. Ottimo il comparto sonoro, con musiche adatte alle situazioni e dialoghi completamente in italiano, inclusi quelli dei passanti che, vedendovi correre tra tetti, sbarre di ferro e travi, esclameranno spesso e volentieri : “Ma cosa sta facendo!?”, oppure “E’ impazzito!”, e così via.
Quello che più colpirà i giocatori, però, è lo stile del gioco, che va dalla bellezza dell’ambientazione, alla caratterizzazione del protagonista. Difficilmente verrà detto che Assassin’s Creed ha copiato idee da altri.

Voto generale: 7.5
Grafica: 9
Sonoro:9
Gameplay:7.5
Longevità:7

Assassin’s Creed centra l’obiettivo soltanto per metà. Da un progetto piuttosto ambizioso e da idee originali nasce un titolo pieno di stile da tutti i punti di vista, penalizzato però da una ripetitività incessante e un sistema di combattimento piuttosto non adeguato per un gioco che seppur free-roaming, resta di natura stealth. Se siete affascinati dall’ambientazione e stuzzicati dal voler controllare un assassino medievale ricco di stile, è da avere, mentre chi cerca soltanto un titolo che possa regalare ore di divertimento puro, non lo troverà particolarmente interessante.

Pro:
Superba realizzazione tecnica
Idee di base ottime

 

Contro:
Ripetitivo
Combattimenti mal gestiti

Elvecio

About LARA-74

Nel 2008 ho fondato il Key To Play con mio marito, BRENDON-75. Gestisco la parte pubblicitaria e quella "informativa" del sito keytoplay.it .